RATING DI LEGALITA' PER LE HOLDING E INTERMEDIARI FINANZIARI

1. Che cos’è il Rating di legalità

L’articolo 5-ter del decreto legge n. 1/2012 ha introdotto nel nostro ordinamento il rating di legalità per le imprese ed ha promosso l'introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali.

Lo stesso articolo 5-ter del decreto ha attribuito all’Autorità garante della concorrenza e del mercato il compito di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell'interno, alla elaborazione ed all'attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità.

Il rating di legalità ha quindi introdotto una scala di valori che misura la conformità alla legalità ed ai comportamenti etici da parte delle imprese.

Il rating di legalità ha quindi riconosciuto un “sistema premiante” per quelle imprese che si conformano alla legge ed ai più alti standard etico/sociali e/o di governance adeguando, la propria struttura organizzativa e una strategia di governance, di trasparenza e correttezza etica.

2. Perché un una Holding o Intermediario Finanziario dovrebbe richiedere il Rating di legalità

  • Il primo motivo è rappresentato dalla naturale predisposizione al riconoscimento dei requisiti di base e degli elementi accrescitivi per cui una holding dovrebbe essere incentivata a richiedere il rating di legalità. Si rammenta infatti che la stessa holding sino al 2010 confluiva necessariamente nell’elenco ex art 113 TUB e si conformava ai requisiti di onorabilità previsti dalla normativa di settore di Bankitalia.
  • Il secondo motivo richiama la struttura della stessa holding, in quanto tale, dovrebbe disporre di una organizzazione solida che si richiede alla società madre cui è demandato il controllo di un gruppo di imprese.
  • Il terzo motivo è rappresentato da un maggiore facilità nel raggiungere il fatturato minimo previsto. Il rating di legalità richiede infatti la sussistenza di un fatturato base di due milioni di euro, nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente, riferibile tanto alla holding quanto al gruppo di appartenenza e risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge.
  • Il quarto motivo è rappresentato da una serie di vantaggi generali validi per tutte le aziende che sono riportati nel paragrafo successivo.

3. Quali sono i vantaggi nel conseguire il rating di legalità

PRIMO VANTAGGIO

  • Il primo vantaggio è rappresentato dagli effetti in termini di immagine dell’intermediario / holding che determinano a loro volta quei benefici di preferenza e di motivata scelta di mercato derivanti dal riconoscimento del valore etico con il rating di legalità.

    L’assegnazione del Rating ha quindi una influenza diretta sulla reputazione della holding e del gruppo di appartenenza e quindi una maggiore fidelizzazione dei clienti delle società operative.

SECONDO VANTAGGIO

  • Il secondo vantaggio è costituito dalle facilitazioni in sede di concessioni di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Le pubbliche amministrazioni, infatti, in sede di predisposizione dei provvedimenti di concessione di finanziamenti, tengono conto del rating di legalità attribuito alle aziende.

 

La graduazione delle richieste di concessione dei benefici economici prevede infatti tre modalità operative:

  • la preferenza in graduatoria;
  • l’attribuzione di punteggio aggiuntivo;
  • la riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.

Le concessioni di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni" sono altresì rappresentate dagli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive ( D.lgs. 31 Marzo 1998 n. 123) i quali vengono erogati attraverso:

  • credito d'imposta;
  • bonus fiscale;
  • concessione di garanzia;
  • contributo in conto capitale;
  • contributo in conto interessi;
  • finanziamento agevolato.

TERZO VANTAGGIO

  • Il terzo vantaggio è costituito dal disposto che le banche tengono conto del rating attribuito all’impresa e quindi all’Intermediario / holding nel processo di istruttoria per la concessione di finanziamenti. La valutazione di accesso al credito bancario individua nel rating di legalità una variabile qualitativa degna di considerazione e riconducibile, in parte, agli elementi (qualitativi) di Basilea 2 nel rating (finanziario) che le banche assegnano ai loro clienti.
  • In sede di accesso al credito bancario infatti, l'attribuzione del rating viene valorizzata nella istruttoria per la concessione del finanziamento ai fini:
    • di una riduzione dei tempi;
    • di una riduzione dei relativi costi;
    • della determinazione delle condizioni economiche di erogazione.
  • Va altresì rilevato che le ultime indicazioni non sono vincolanti per gli Istituti di Credito. Comunque, nel caso di non applicazione, l’istituto dovrà, invero, inviare alla Banca d'Italia, quale organo di vigilanza, una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non abbia influito sui tempi e sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di erogazione, adducendone le ragioni correlate.
  • Molti istituti di credito, in effetti, si stanno uniformando a questo indirizzo per i su riportati motivi.
COMUNICATO STAMPA

La Banca d'Italia, ai sensi della Legge 27/2012 e del successivo regolamento ministeriale, pubblica i dati aggregati sul "rating di legalità", assegnato dall'AGCM alle imprese che ne hanno fatto richiesta, e sull'effetto di tale rating nella concessione di finanziamenti da parte del sistema bancario.

Nel corso del 2014 le domande di finanziamento inoltrate alle banche da parte di imprese munite di rating di legalità 160 (tav. 1); ne sono state accolte 153(1)
Il rating di legalità ha generato benefici a favore delle imprese nel 66 per cento dei casi, sotto forma di migliori condizioni economiche per la concessione del finanziamento, riduzione dei tempi e dei costi di istruttoria.

Nel restante 34 per cento dei casi, le imprese non hanno goduto dei benefici discendenti dal rating di legalità; in questi casi, l'attribuzione di un profilo di rischio elevato al cliente (discendente, ad esempio, da criticità di bilancio o da crescenti utilizzi in Centrale dei Rischi) è risultato prevalente rispetto al rating di legalità.

Tav.1

RATING DI LEGALITA'. PRINCIPALI STATISTICHE
Domande di finanziamento giunte da imprese munite di rating di legalità
160
di cui: accolte con benefici
106
....................accolte senza benefici
47
Benefici riconosciuti (a)
181
per : migliori condizioni economiche per la concessione del finanziamento
86
....................riduzione dei tempi di istruttoria
64
....................riduzione dei costi di istruttoria
31
(a) La somma dei benefici riconosciuti eccede il numero di domande accolte con benefici, essendo possibile riconoscere più benefici per ciscuna domanda di finanziamento

_________________________________

(1) Tra la fine del 2013 e per tutto il 2014 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato(AGCM) ha complessivamente attribuito a 198 imprese il rating di legalità. Il fenomeno è in rapida espansione: secondo le informazioni fornite dall'AGCM, aggiornate all'11 novembre del 2015, nel corso del 2015 il rating di legalità è stato attribuito a 915 imprese.

 

 

 

4. Quali sono i pre-requisiti per il riconoscimento del rating

In merito al fatturato va precisato che l’importo di due milioni di euro va riferito alla singola impresa mentre, in caso di holding si far riferimento anche al gruppo di appartenenza e deve risultare da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge.

5. Quali sono i requisiti per il riconoscimento del rating

I Requisiti “oggettivi”

I requisiti base, oggettivi, rilevano l’assenza di illeciti amministrativi in capo alla società medesima ovvero quando la società finanziaria o la holding:

1. non è destinataria di provvedimenti di condanna dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) o della Commissione europea per illeciti antitrust gravi divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating, salvo il caso di non imposizione o riduzione della sanzione amministrativa pecuniaria in seguito alla collaborazione prestata nell’ambito di un programma di clemenza nazionale o europeo.

2. non è destinataria di provvedimenti di condanna dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette, ai sensi dell'art. 21, commi 3 e 4 del codice del consumo e di provvedimenti di condanna per inottemperanza a quanto disposto dall'Autorità, ai sensi dell'art. 27, comma 12 del codice del consumo, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating.

3. non è destinataria di provvedimenti dell'Autorità competente di accertamento del mancato rispetto delle previsioni di legge relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating.

4. effettua pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di euro 1.000² esclusivamente per il tramite di strumenti di pagamento tracciabili anche secondo le modalità previste nella determinazione n. 4 del 7 luglio 2011 dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici.

________________________________________________________________________________________________________
² Il D.l. 201/2011 (manovra salva Italia) ha comunque imposto il divieto di pagare in cantanti le cifre di importo
pari o superiore a € 1.000. Da questi valori si inserisce la tracciabilità dei pagamenti.

 

5. non è destinataria di provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici di cui è o è stata beneficiaria, per i quali non siano stati assolti gli obblighi di restituzione, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating. 6.

6. non è destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC di natura pecuniaria e/o interdittiva e che non sussistono annotazioni nel Casellario informatico delle imprese di cui all’art. 8 del D.P.R. n. 207/2010 che implichino preclusioni alla stipula di contratti con la Pubblica amministrazione o alla partecipazione a procedure di gara o di affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, ed in particolare annotazioni di “episodi di grave negligenza o errore grave nell'esecuzione dei contratti ovvero gravi inadempienze contrattuali, anche in riferimento all'osservanza delle norme in materia di sicurezza e degli obblighi derivanti da rapporto di lavoro”, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating.

6. Gli elementi accrescitivi del rating

Gli intermediari finanziari e le holding come le altre imprese possono incrementare, in modo graduale, il loro punteggio base, adottando comportamenti virtuosi che favoriscono e attestano la cultura della legalità all’interno dell’impresa.

  • Ogni comportamento virtuoso viene premiato con un segno +
  • Al raggiungimento della terza + viene assegnata una stella
  • Sommata a quella di base (necessaria) determina un rating di due stelle
  • Cosi via fino a raggiungere il massimo di tre stelle

Si riportano le condizioni per l’incremento del punteggio e quindi del rating:

  • Rispetto dei contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e dalla Alleanza delle Cooperative Italiane, e di ulteriori Protocolli che verranno sottoscritti dal Ministero dell'Interno con altre associazioni imprenditoriali, nonché dei protocolli sottoscritti a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria.
  • Utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti, anche per importi non previsti dalla legge, o inferiori a €. 1.000.
  • Previsione di clausole di mediazione, quando non obbligatorie per legge, nei contratti tra impresa e consumatori; oppure adesione a codici etici di autoregolamentazione delle associazioni di categoria.
  • Adozione di un modello 231 o di una funzione / struttura organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa;
  • Adozione di processi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility anche attraverso l'adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l'acquisizione di indici di sostenibilità;
  • Iscrizione nelle White list per fornitori di servizi/lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (questa previsione è avvalorabile nel caso di specie esclusivamente qualora la holding fosse anche operativa);
  • Adozione di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione.

 

Si potrà conseguire un segno + anche in caso di denuncia (a cui segua l’effettivo esercizio dell’azione penale), all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia, di reati previsti dal regolamento commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori.

 

7. L’adozione del MOG 231 tutela e accresce il rating

  • Il punteggio base di una stella di rating di legalità può essere incrementato, tra l’altro, qualora l’Intermediario / holding si sia dotata di un «modello di organizzazione e gestione 231 (MOG)», o di una funzione/struttura di controllo che verifichi la conformità dell’agire della società alla legge (compliance).  
  • Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento una nuova tipologia di responsabilità penale per gli enti: quella per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Il decreto legislativo 231/2001 prevede infatti la possibilità per le società di essere ritenute responsabili per alcuni reati commessi o tentati, nel loro interesse o vantaggio, da esponenti dei vertici aziendali (soggetti in posizione apicale), oppure da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi.  
  • L’adozione del MOG quale modello di organizzazione, gestione rappresenta senz’altro un grande ed innovativo passo in avanti per l’intermediario/holding, e ciò sia in termini di organizzazione interna che di confronto con i competitors.  
  • Si precisa che l’adozione del MOG non è imposta da una norma ma consigliata da una prassi che sottende una costante e crescente spinta alla legalità.

8. La funzione di Compliance può essere una alternativa al MOG 231

In alternativa all’adozione del MOG l’intermediario (ove non già imposto) e la holding possono adottare la funzione di controllo di conformità (compliance).

La funzione di compliance, valuta l’adeguatezza delle procedure interne rispetto all’obiettivo di prevenire la violazione di norme imperative (leggi e regolamenti) e di autoregolamentazione (statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina) applicabili all’intermediario finanziario. A tal fine la funzione di compliance:

  • identifica nel continuo le norme applicabili all’intermediario finanziario/holding e alle attività da esso prestate e ne misura/valuta l’impatto sui processi e sulle procedure aziendali;
  • propone modifiche organizzative e procedurali volte ad assicurare l’adeguato presidio dei rischi di non conformità alle norme identificate dall’intermediario/holding;
  • predispone flussi informativi diretti agli organi aziendali e alle altre funzioni/strutture aziendali coinvolte;
  • verifica preventivamente e monitora successivamente l’efficacia degli adeguamenti organizzativi suggeriti per la prevenzione del rischio di non conformità.

9. L’adozione di modelli per garantire la C.S.R. innalza l’azienda ed il rating

L’adozione di processi volti a garantire forme di Corporate social responsibility anche attraverso l’adesione a programmi promossi da organizzazioni nazionali o internazionali e l’acquisizione di indici di sostenibilità innalza il rating dell’azienda. L’adozione di questi processi in effetti rappresenta un elemento aggiuntivo, significativo, di trasparenza e correttezza per l’intermediario e la holding.

Il Global compact delle Nazioni unite, nello specifico, richiama i principi della C.S.R., in quelle aree relative alla corruzione, all’ambiente ed ai diretti umani e dei lavoratori, le quali, a loro volta, sono parte integrante della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Dichiarazione Ilo, della Dichiarazione di Rio e della Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione.

Molte imprese possono inoltre già misurare il ritorno economico e di reputazione della C.S.R.. L’impresa che vuole essere sostenibile deve produrre cambiamento e innovazione per competere in un mercato, dove comunque trasparenza, responsabilità, flessibilità, capacità di coinvolgimento degli Stakeholder vengono considerati pre-requisisti da un numero sempre crescenti di consumatori.

Viene quindi ribadito che le imprese e quindi gli Intermediari Finanziari e le Holding devono pervenire alla determinazione che l’adozione di un comportamento responsabile rappresenta la premessa indispensabile di un successo imprenditoriale a lungo termine.

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